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PRESTITI FRA PRIVATI
Ora c'è il prestito "fai da te"!

martedì 25 marzo 2008
di Luigi dell'Olio

Indice di impoverimento progressivo o allineamento alle abitudini occidentali? Mentre analisti e osservatori si dividono in due fazioni, va registrato un dato di fatto: sempre più famiglie italiane ricorrono ai prestiti per finanziare i propri consumi. E non si tratta più solo dei soldi necessari per l’auto nuova, ma sempre più spesso di somme per acquisti più contenuti come il cellulare o l’abbonamento in palestra. Secondo uno studio condotto da Assofin (Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare), nel 2007 le erogazioni hanno raggiunto il valore record per l’Italia di 59,9 miliardi di euro, con un incremento del 9,5% sul 2006. Tra il 2004 e il 2007 il credito al consumo ha registrato un balzo del 32%.

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Quando il tasso lo sceglie il richiedente
L’ultima frontiera dei prestiti personali è rappresentata dai prestiti tra privati, che raggiungono un accordo sul tasso d’interesse saltando l’intermediazione bancaria. Negli ultimi mesi sono sorti in Italia alcuni servizi di questo tipo. Il primo è Boober (www.boober.it), che a metà marzo ha toccato i primi 100mila euro erogati. Il risultato è stato raggiunto da un giovane uomo palermitano che ha ottenuto i 10.000 euro per acquistare mobili per la casa. Più di cinquanta finanziatori hanno creduto nel suo progetto, trovando vantaggiose le condizioni proposte. Il finanziamento sarà ripagato in 36 mesi al 9% di interesse annuo. Nel caso di Boober, le condizioni economiche del prestito sono definite dal “borrower”, ovvero il richiedente, mentre il “lender”, ossia il finanziatore, può scegliere, tra le richieste avanzate dagli utenti, quella più conveniente. Saltando l’intermediazione bancaria, entrambe le parti possono ottenere alcuni vantaggi. La presenza di un marketplace, inoltre, protegge la privacy, pur garantendo allo stesso tempo trasparenza e controllo.

Il funzionamento
Ma vediamo, nello specifico, come funziona il servizio:

  • Ad ogni borrower è assegnato un indicatore di rischio che dipende dal livello di solvibilità e dai comportamenti passati: in pratica è valutato se ha onorato per tempo i vecchi finanziamenti
  • Il borrower inserisce una richiesta di prestito, definendo l’ammontare desiderato, la durata e il tasso d’interesse
  • Il lender decide quali offerte accettare. Può suddividere il proprio investimento fra più richiedenti in modo da minimizzare il rischio
  • Le richieste dei borrower finanziate al 100% dai lender divengono prestiti
  • Il sito gestisce e controlla tutte le transazioni di denaro

    Parallelamente ai siti nascono anche forum di discussione per gli utenti in cui si raccolgono suggerimenti e si chiariscono dubbi. Qui i potenziali richiedenti e finanziatori possono confrontarsi sulle condizioni da applicare e cercano ulteriori informazioni utili per portare a termine la transazione.

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    Quando il tasso lo sceglie il finanziatore
    Su altri siti, il più celebre dei quali è Zopa (www.zopa.it), si segue una logica inversa. Nella piattaforma di scambi, che in Inghilterra conta oltre 175mila membri, a fissare le condizioni della transazione è il prestatore, che poi si mette sul mercato nell’attesa di trovare richiedenti interessati alla sua proposta. Per diventare prestatori occorre avere un conto corrente online e almeno 100 euro da investire. I tassi medi praticati sinora da Zopa sono stati pari al 7,18%, contro una media di mercato del 16,89%. Un altro vantaggio è dato dal fatto che, a differenza dei depositi bancari e delle altre forme di investimento (ad esempio i fondi comuni), in questo caso il prestatore sa a chi finiscono i propri soldi. Gli aspetti negativi sono legati al rischio di insolvenza del debitore, in linea con quanto avviene per tutte le altre forme di investimento.




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